24 aprile 2012

Gli Inganni di Locke Lamora

Ecco la recensione notturna al mio ultimo libro letto, Gli Inganni di Locke Lamora. Ma prima un po' di notizie tecniche:
Autore: Scott Lynch
Saga: Bastardi Galantuomini
Editore in Italia: Nord

Inizio subito col dire che non è stata una lettura casuale, infatti gli ho fatto la "corte" per tantissimo tempo, colpita dalle recensioni più che positive lette su Anobii e un po' dovunque sul web. Non so perché non l'abbia comprato subito, forse un po' di paura di rimanere delusa, date le forti aspettative che avevo. Comunque finalmente l'ho acquistato on line e dopo qualche giorno eccolo nelle mie mani. L'edizione è brossurata, non economica, oserei dire, con una copertina lucida che sembra fatta per un libro da ragazzini e un titolo che non attira più di tanto, ma che è la fedele traduzione dell'originale, così per una volta non ci ritroviamo con titoli insulsi e senza senso. Forse sarebbe stato più accattivante per questo primo libro, in cui vengono presentati i personaggi, sfruttare proprio il, secondo me vincente, nome della banda: i Bastardi Galantuomini. Superata la copertina iniziamo ad immergerci nel mondo immaginato e creato con superba maestria da Lynch. La parte iniziale è un po' lenta, macchinoso destreggiarsi fra le descrizioni visionarie delle alte torri di vetrantico, retaggio di un popolo dimenticato, gli intrighi delle bande di ladri di Camorr (sarà un riferimento alla nostra italianissima criminalità organizzata?) e i flashback che si accavallano. Ma, con un po' di costanza e concentrazione, si inizia a prendere confidenza con questa meravigliosa ambientazione ed è lì che il piccolo, emaciato, furbissimo Locke comincia a insinuarsi nel tuo cuore e ti ritrovi a parteggiare per lui, non ricordandoti nemmeno quand'è stato che da minuscolo ragazzino quasi invisibile di fronte alla grandezza della città è diventato il carismatico ladro gentiluomo che ha messo nel sacco tutta Camorr. Di questa prima parte ho apprezzato soprattutto l'addestramento nel tempio, gli spunti originali delle lezioni di cucina e i primi semplici piani dei nostri beniamini. Ma andando avanti l'azione si fa più serrata, la suspance è notevole quando un piccolo, minuscolo errore potrebbe mandare a monte il lavoro di anni e la furbizia di Locke si dispiega in tutta la sua sottile grandezza. Ma è soltanto nella parte finale che l'ingresso del Re Grigio rende veramente difficile staccarsi dal libro e rimandare la conclusione delle ultime pagine. Tutti i nodi vengono al petto, alla fine, e direi...ognuno ha quel che si merita. Una fine chiusa e aperta allo stesso tempo che lascia la voglia di continuare a leggere di Locke, ma che rappresenta anche un buon compromesso per considerare il libro un romanzo singolo. Sfortunatamente la Nord ha deciso di tradurre il secondo romanzo della saga, ma non gli altri, quindi bisogna leggerli in inglese, ma come ho già scritto in precedenza, la conclusione del primo libro può considerarsi definitiva. Consigliato, quindi, consigliatissimo anche come lettura singola.
E con questo vi auguro...Buonanotte Mondo!

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