4 maggio 2012

Addio Mondaneità...

Ebbene sì, la stagione è iniziata e il nostro bel porto e la nostra amata città sembrano essersi trasformati in un girone infernale in cui grassi turisti americani cercano con testardaggine la miglior pizzeria della città, non tanto per la pizza in sé, che la maggior parte delle volte non gli piace perché non c'è l'ananas sopra, ma solo per vantarsi, una volta tornati a casa, con amici e parenti di aver mangiato italiano in Italia. Mi pongo tante domande quando vedo orde di villeggianti svampiti, una su tutte: "Ma perché mettersi in tenuta vacanziera t-shirt e pinocchietti anche se la mattina sul molo si gela?". Per il solo fatto di essere la nazione del Sole e del clima mite, queste persone sono convinte che qua non sappiamo cosa sia il freddo, il vento e la pioggia. E ora che mi ricordo sono convinte anche che andiamo ancora in giro con la scoppoletta a suonare il mandolino e quando si rendono conto che la realtà è ben diversa ne rimangono sconcertati come bambini quando scoprono che Babbo Natale non esiste...e per la cronaca siamo anche in possesso di tecnologia d'avanguardia cosa che ha rivoluzionato il piccolo mondo di una signorotta del Michigan quando le ho detto che anche in Italia abbiamo le asciugatrici.
A riguardo vi consiglio un libro brillante e geniale:


Una cosa divertente che non farò mai più
Autore: David Foster Wallace
Editore in Italia: Minimum Fax

Il libro è scritto da un giornalista a cui è stato commissionato un articolo sulle nuove e modernissime maxi navi da crociera, ma ha raccolto talmente tanto materiale che ne è venuto fuori un libro. Senza remore Wallace si catapulta nel mondo dorato delle cosiddette "vacanze da sogno" il cui scopo non è solo far godere al massimo il cliente le proprie ferie, ma fare in modo che le attenzioni e i comfort di cui viene circondato diventino per lui una droga che frutterà alle compagnie molte decine di dollari negli anni a venire. Con crudezza, sagacia e tagliente ironia il giornalista descrive i clienti tipo che si possono trovare su queste navi e tutti i vizi a cui ci si può abbandonare a bordo. La sensazione che mi ha lasciato questo libro (che è un po' anche la sensazione di tutti i giorni quando torno dal lavoro) è che a bordo si trovi tanto oro, un oro pesante però, che ti soffoca, ti anestetizza, e in finale ti uccide come l'oro del re Mida che lo ha fatto morire di fame. La fame in questo caso è di esperienze vere, che non siano divertimento ad ogni costo, mondanità forzata, luoghi meravigliosi di cui rimane solo una foto per poter dire "io c'ero", angherie fatte all'equipaggio per sentirsi per una volta al vertice della piramide.
E domani un altro giorno a guardare che tutto ciò descritto e criticato da Wallace si ripete per una una, dieci, cento, mille persone...Buonanotte Mondo!!!